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Da che mondo è mondo, da che calcio è calcio, da che crisi è crisi, è usanza che il dirigente apicale nei momenti difficili ci metta la faccia, e le parole. E allora perché nella Juventus in crisi e in caduta verticale ormai da nove partite nessun dirigente parla nei post partita? 

Giornata dopo giornata, mentre la squadra bianconera sprofonda in una crisi di risultati drammatica, con una sola vittoria nelle ultime nove partite (con quattro pareggi e quattro sconfitte), e inizia a mettere a rischio una qualificazione alla Champions che sino a fine febbraio sembrava già acquisita, davanti alle telecamere dopo le gare si presenta sempre e solo Massimiliano Allegri. Che ha le sue colpe nella gestione tecnica e tattica, e per chi scrive sono sempre più chiare ed evidenti, ma che al contempo non può, e non deve, essere l’unico punto di riferimento del mondo Juventus di fronte ai tifosi e ai media. 
E allora perché, domandiamoci, nessun dirigente si presenta per dire una qualsiasi cosa, che siano parole di circostanza, proclami all’unità di intenti, publiche strigliate a tecnico e giocatori. E invece niente di niente. E passi per il presidente Gianluca Ferrero e per l’ad Maurizio Scanavino, che uomini di calcio non sono e il cui ruolo è quello di parlare in altri contesti. Ma Cristiano Giuntoli, che i campi e gli spogliatoi li frequenta da una vita, perché tace? Ma voi ve lo immaginate Beppe Marotta non intervenire pubblicamente dopo una serie di risultati simili da parte della sua Inter?
Sul silenzio di Giuntoli ci vengono in mente solo due ipotesi: la prima è che abbia già scaricato Allegri, e che non voglia metterci la faccia in una crisi che intende addebitare unicamente all’allenatore. In attesa di fare il suo primo vero mercato alla Juventus e di scegliersi il suo allenatore. Ma attenzione, è un gioco pericoloso, perché mancando la qualificazione alla Champions il rischio è quello di gettare, con Allegri, sia il bambino che l’acqua sporca. La seconda ipotesi sul silenzio di Giuntoli è che non abbia il physique du rôle per parlare. Che sia, sì, un ottimo uomo mercato e un bravo dirigente dietro le quinte, ma che non sia un frontman. In quel caso, alla Juventus servirebbe come il pane un dirigente in grado di esercitare questa funzione. Un Del Piero, giusto per fare un nome…