Juve, k.o. che non fa male

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La Juventus perde, ma tira un sospiro di sollievo. I bianconeri cadono 3-2 Brema nell’andata degli ottavi di finale di Champions League, dopo aver rischiato grosso, ma anche sfiorato la vittoria. I tedeschi nel primo tempo hanno messo paura, tanta, troppa, ai bianconeri, prima e dopo l’1-0 di Schultz, aggredendoli su ritmi altissimi, pericolosissimi soprattutto nel gioco aereo. La Juventus ha avuto i brividi, incapace di arginare la mareggiata tedesca, ma soprattutto di sfruttare le tante occasioni create in contropiede. Il Werder, che nel girone eliminatorio aveva subìto addirittura 12 reti, sintomo di una difesa ballerina e di un atteggiamento kamikaze, finisce per pagare un approccio zemaniano, ma solo alla distanza quando Nedved e Trezeguet aggiustano la mira sottoporta. Poi nel finale, quando la Juve sembra aver messo in cassaforte il passaggio ai quarti, il cuore dei tedeschi e gravi indecisioni difensive della retroguardia bianconera ribaltano di nuovo il risultato. La qualificazione si deciderà a Torino, si parte alla pari.

Le formazioni. Capello sorprende tutti inserendo Blasi sulla fascia destra difensiva. Chiellini infatti non recupera, e allora Balzaretti trasloca sulla sinistra. Per il resto tutto confermato: centrocampo titolare e in avanti i Giganti Trezeguet-ibrahimovic. Del Piero in panchina. Schaaf, il tecnico dei tedeschi, recupera Klose, il centravanti della nazionale, 16 reti in 14 gare di campionato. Dietro lui e al croato Klasnic, l’altro attaccante, giostra Micoud, un passato nel Parma.

Il primo tempo è un susseguirsi di emozioni. Il Werder carica a testa bassa, come un toro da corrida. Difesa schierata a centrocampo e tutti all’arrembaggio, preferibilmente dalle fasce: i cross in mezzo si susseguono. Fring sulla destra è indemoniato, abbina quantità e qualità e mette alla frusta Balzaretti. Il mancino Klasnic, poi, si allarga spesso sulla sua sinistra, costringendo all’inferiorità numerica Blasi, alla prese con le scorribande di Schulz. Le occasioni si sprecano, e fortuna che Buffon è tornato quello versione pre infortunio: prima è bravo a rifugiarsi in angolo sul diagonale violento di Frings, poi è addirittura miracoloso sul colpo di testa del difensore centrale Fahrenhorst. Però la Juventus potrebbe matare il toro Werder con facilità in contropiede. Agli avanti bianconeri ad ogni ripartenza si aprono invitanti praterie, ma Ibrahimovic e Vieira sono sciagurati davanti a Wiese: lo svedese, solissimo, ciabatta a lato, il francese si allunga inopinatamente palla dopo aver tagliato a fette la difesa avversaria con un inserimento centrale: Wiese para. Il gol arriva, ma per i tedeschi: preziosismo di tacco di Klasnic, Schulz in area si fa ipnotizzare da Buffon, Klose non trova la deviazione, ma Cannavaro, sfortunato, eppure colpevole, da terra rinvia proprio sui piedi di Schulz, che di rimpallo, con un colpo quasi da calciobalillla, realizza l’1-0. La Juve è gelata: e non solo per il clima rigido di Brema. Sbanda e vacilla come un pugile suonato, e meno male che arriva il gong dell’intervallo. La squadra di Capello si porta negli spogliatoi tanti rimpianti: gli sprechi in attacco sia in fase di rifinitura che di conclusione sono stati clamorosi e inusitati ed i 17 tiri in porta subìti parlano chiaro: ha sofferto troppo.

La Juve inizia forte il secondo tempo. Prova a spostare più avanti il proprio baricentro, ma soprattutto ad approfittare degli spazi larghi concessi dai tedeschi. Ibrahimovic però è in cattiva serata e pasticcia troppo, e allora Capello lo sostituisce con Del Piero. I tedeschi continuano ad essere pericolosi nel gioco aereo, soprattutto con gli inserimenti del gigante di centrocampo Borowski, e con la torre Fahrenhorst sui calci piazzati. Ma la Juventus è più lucida e fredda in zona gol. E allora il gol arriva, inevitabile. Del Piero innesca il solito contropiede, Vieira rifinisce per Nedved, che si inserisce eludendo il fuorigioco dei tedeschi e solo davanti al portiere lo trafigge per l’1-1. Il Werder accusa il colpo e la Juve, cinica, gli infligge quello che sembra la mazzata del k.o.: Del Piero centra per Trezeguet che di testa, con il solito opportunismo, trasforma in rete una palla deviata da Naldo. Ma il Werder non molla. Duro come l’acciaio tedesco. Indomito. Prima pareggia con Borowski, poi Micoud, di testa (!) approfitta dell’unico errore di Buffon e sigla nel recupero il rocambolesco 3-2.