Sotto il diluvio di Roma gli Azzurri compiono un vero capolavoro e domano una Scozia che ci prova fin oltre l’ottantesimo a ribaltare il risultato. L’ultimo assalto sembra poter far vacillare il muro azzurro, ma la premiata ditta Cannone N-Hasa-Ruzza decide che “not in my house” e fermano a 8,17 metri dalla linea della gloria i 123 chilogrammi distribuiti nei 201 centimetri di Max Williamson lanciati in una disperata carica alla ricerca della meta del sorpasso. Il ventitreenne di Glasgow si ritrova imbrigliato in una sorta di Triangolo delle Bermuda azzurro ed i nipotini di William Wallace lasciano ogni speranza di Grande Slam, ma anche di vittoria del torneo vedendo la qualità del loro gioco, per la seconda volta in tre anni dalle parti del Colosseo.
Match eroico, d’altri tempi che comincia asciutto, ma che ben presto deve fare i conti con gli ettolitri di acqua che scendono dal cielo. Persino i tifosi scozzesi, gente abituata a dare del tu alla pioggia ed al vento, devono ricorrere agli impermeabili di nylon per proteggersi, ma l’impermeabile più resistente, in pvc, deve essere consegnato a Mr. Townsend che dovrà proteggersi dalla pioggia di critiche che gli pioveranno addosso. C’è aria di shitstorm per il buon Gregor.
A Casa Italia Mr. Q sta gongolando per la quarta vittoria, nonchè quinto risultato positivo su 11 incontri della sua gestione nel Sei Nazioni. In sostanza Coach Quesada ha ottenuto più risultati positivi in due anni e un match che i suoi predecessori dal 2013 al 2023. Roba da rinnovo del contratto immediato fino alla RWC 2031 con un adeguamento del compenso verso l’alto. E magari con Parisse Sergio compreso alla voce benefit: casa, auto e Sergione.
Anyway, a Roma finisce 18 a 15 ed il Player of the Match di RZ10 è Andrea Zambonin.