Diciannove anni dopo Calciopoli fa ancora parlare. Anzi, farebbe, perché ai veri contorni del (presunto) scandalo più grave della storia del calcio mondiale, come fu ribattezzato all’epoca, è stato messo il bavaglio. La riprova arriva dalla cancellazione in extremis decisa da Prime Video del documentario in 10 puntate che era stato confezionato da TeleLombardia e che Amazon si era impegnata a trasmettere. “Ci hanno ripensato” ha anticipato il direttore di TL Fabio Ravezzani, salvo anticipare che la docuserie andrà comunque in onda sulla nota emittente milanese.
Prime Video dice no alla serie su Calciopoli: storia di un taglio annunciato
Ma perché Amazon ha fatto marcia indietro? Le motivazioni ufficiali non è dato saperle, ma quel che è certo è che al suo interno non si parla solo di Juventus, bensì anche delle telefonate del Milan ad arbitri e responsabili della classe arbitrale (do you remember Meani?) oltre che, ovviamente, di quelle dell’Inter, che dallo Scandalo uscì pulita, anzi con uno scudetto assegnato a tavolino e un altro… quasi, dal momento che la stagione 2006-’07, con la Juve in B e lo stesso Milan penalizzato, è passata alla storia come una delle più noiose della storia del calcio italiano.
Di Calciopoli, evidentemente, non si può parlare, se non per dileggiare ulteriormente la Juventus e i suoi dirigenti di allora, Antonio Giraudo e Luciano Moggi, colui il cui cognome fu addirittura utilizzato per ribattezzare il tutto. Peccato che quanto accaduto e in parte sommerso non potesse essere derubricato sbrigativamente alla voce “Moggiopoli”.
“Si parli del versante sanzionato”: i diktat interisti che riscrivono lo scandalo
O meglio, per qualcuno sì. Come Gianfelice Facchetti, che ha ringraziato Prime Video via social per non averci mostrato “l’ennesima tarantella su ciò che conoscono anche i muri”. Oppure come Maurizio Mannoni, storico ex anchorman di Rai 3 nonché grande tifoso dell’Inter, che non esitò a bacchettare il collega Sigfrido Ranucci, il padrone di casa di Report da elogiare solo quando punge la Juventus e non quando prova a fare luce su cosa realmente accadde nel 2006:
“Basta che non vi occupiate più di presunte novità su Calciopoli perché non ce ne sono più – disse Mannoni – Sia la giustizia ordinaria che quella sportiva hanno stabilito quello che accadde all’epoca. Del resto non è che francamente poi siano venute fuori grandi novità anche se Moggi prova sempre a spacciare le sue cose come novità”.
“Di Calciopoli ne puoi parlare, basta che si tratti del versante già sanzionato” fu il diktat conclusivo. Viva la verità di parte, allora, peccato che la stessa sia già stata confutata dai Giudici e che solo la prescrizione e qualche incomprensibile ritardo abbiano permesso di riscrivere in maniera discutibile l’albo d’oro del calcio italiano. La verità logora chi la conosce.