Il confronto è impietoso, pure con la Juventus del 2010-2011 che, arrivata settimana a fine stagione, all’undicesima aveva 19 punti. A +4 su quella attuale di Massimiliano Allegri. Andrea Pirlo è finito sulla graticola eppure ne aveva otto in più, Maurizio Sarri era primo con +14 su questa piccolissima Juventus. Impietoso, come detto, il paragone con l’ultima Juve di Allegri: meno sedici.
“Conta la testa”
Così, tornano alla mente le parole di Giorgio Chiellini prima del fischio d’inizio. “La testa comanda tutto”. Questa Juventus non ce l’ha. Per questo dopo la partita l’analisi di Allegri è durissima ma onesta. “C’è poco da spiegare, c’è solo da stare zitti in questo momento. Abbiamo solo 15 punti in classifica che sono quelli che ci meritiamo. Dobbiamo stare zitti, lavorare, cercare martedì di ipotecare il passaggio del turno in Champions e poi pensare al campionato. Prima di rialzare la testa ne dovrà passare di tempo”. I numeri non mentono. E anche la panchina di Allegri vede all’orizzonte inevitabili nubi.
Il confronto all’undicesima giornata
2021/2022 – Massimiliano Allegri – 15 punti
2020/2021 – Andrea Pirlo – 23 punti
2019/2020 – Maurizio Sarri – 29 punti
2018/2019 – Massimiliano Allegri – 31 punti