Marangio “Juve, l’assenza di Ronaldo pesa”

Articolo sorgente

Quello della Juventus resta un brutto ko, figlio di una squadra che ha ritrovato il piacere di difendere e di esaltarsi nelle sfide importanti, ma che è ancora molto indietro nella ricerca del gol che non passa più per Ronaldo, ma deve arrivare da un concetto di squadra che, però, deve potersi appoggiare ad una punta che non può essere Dybala (e men che meno Morata)

Allegri ha ancora tanto lavoro da fare, ma non cadete nell’errore di dimenticare i passi da gigante già fatti rispetto al recente passato. E, a proposito del passato, le tabelle dei punti di differenza rispetto alla Juve di Sarri o quella di Pirlo non possono non tenere conto dell’assenza di un Ronaldo neanche lontanamente rimpiazzato.

Nella stagione di Sarri, dopo 10 giornate CR7 aveva segnato già 6 reti (e poi c’erano Higuain, DouglasCosta, Pjanic e Dybala).

Nella stagione di Pirlo, dopo le prime 10 partite di campionato, Ronaldo aveva segnato già 10 reti (un gol a partita).

Ad oggi il capocannoniere della Juventus dopo 10 giornate è Dybala con 3 gol.

E benché lo stesso Allegri fosse consapevole che per ritrovare un concetto di squadra bisognava rinunciare a Ronaldo, era altrettanto vero che si auspicava fosse sostituito con un attaccante da doppia cifra.

Oggi, tuttavia, lo stesso Allegri deve fare una riflessione: servono soluzioni offensive che valorizzino la crescita della fase difensiva che, però, va ancora sistemata. Il gol incassato contro il Sassuolo al 94′ ci riporta ai contropiede presi con la Juve di Sarri e quella di Pirlo. Non può accadere più.

Lo scudetto, oggi, è un miraggio; ma non tanto per il distacco dalle altre, quanto per la carenza di un centrocampista e un attaccante di qualità all’altezza delle primissime in classifica.

Gennaio (e quindi il calciomercato) non è lontano, e venerdì capiremo all’assemblea degli azionisti se potrà essere fatto uno sforzo economico, ma intanto bisogna mettere in piedi rapidamente un’altra serie di vittorie consecutive senza guardare in alto.