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L’eliminazione del Napoli dalla Champions League, per mano del Barcellona, ha automaticamente blindato la qualificazione della Juventus al Mondiale per Club 2025. I bianconeri hanno ottenuto il pass per la competizione iridata – certificato anche dal presidente della FIFA Gianni Infantino – grazie al ranking UEFA accumulato nelle ultime quattro annate, nonostante l’esclusione dalle coppe nella stagione in corso. È proprio questa circostanza che Aurelio De Laurentiis, presidente del club azzurro, potrebbe impugnare con un ricorso, come già paventato nelle scorse settimane: “Penso che il Napoli dovrebbe essere qualificato a prescindere – ha spiegato De Laurentiis dopo l’andata della partita col Barcellona –  perché se la Juve è esclusa dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa al Mondiale per Club.

Giorgio Spallone, avvocato con esperienza nelle massime istituzioni calcistiche in Italia, è stato tra i primi a sottolineare la potenziale fondatezza di un ricorso da parte del Napoli, alla luce di un regolamento che lascia spazio a differenti interpretazioni. A Fanpage.it ha spiegato nel dettaglio la questione le possibili evoluzioni.

Avvocato, da quello che sa il Napoli è pronto a far ricorso? De Laurentiis in qualche modo lo ha lasciato intendere di sì.
“Non ho rapporti professionali con il club, né di conoscenza personale con il presidente De Laurentiis di cui, quindi, non so le intenzioni”.

Ma quanto fondamento avrebbe da un punto di vista legale un’iniziativa del genere?
“La mia analisi si fonda sulla carenza di una presupposto cardine per la valutazione del ranking basato su meriti sportivi ai fini dell’accesso al Mondiale per Club 2025. Ranking che pone a base il punteggio assommato dai singoli club nel periodo 2021-2024 nelle gare della massima competizione di ogni confederazione, nel nostro caso la Champions League. Una delle due squadre ad oggi qualificate (la Juventus, ndr) è stata esclusa con provvedimento sanzionatorio della Prima Camera della CBFC (Club Financial Control Body)  da tutte le competizione UEFA per la stagione 2022/2023”.

È questo il nodo della vicenda.
“Ne consegue l’inapplicabilità oggettiva, alla squadra in questione, di una delle condizioni prescritte dal disciplinare FIFA: la possibilità di disputa della massima competizione UEFA nel  quadriennio 2021-2024. Trattasi di motivo di carattere pregiudiziale che, se accolto, travolgerebbe ogni diversa risultanza del ranking computato su sole tre stagioni sportive”.

Si tratta di una competizione rivisitata e sostanzialmente nuova, è possibile che esista un vuoto regolamentare nei criteri di ammissione al nuovo Mondiale per Club?
“Il Regolamento di accesso al Mondiale per Club al pari di ogni altro, detta le norme generali e non disciplina le eccezioni a queste norme. Il tema è stabilire se la possibilità teorica di partecipazione a tutte le edizioni della massima competizione UEFA svoltesi nei quattro anni di riferimento (2020-2024) configuri o meno regola inderogabile. Questo sarebbe l’oggetto dell’eventuale contenzioso”.

L’esclusione della Juve dalle coppe in questa stagione è sufficiente per poter impugnare la questione?
“In coerenza con quanto alla domanda precedente, la risposta è sì”.

 Quali tribunali interesserebbe un procedimento del genere?
“Si andrebbe al T.A.S., il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna”.

Quanti gradi di giudizio e che tempi prevedrebbe tutto l’iter?
“Il grado sportivo è unico e i tempi difficilmente prevedibili. Sarà, infatti, necessario attendere l’ufficializzazione dell’elenco squadre UEFA e segnatamente delle due italiane ammesse. Il tutto nel rispetto delle tempistiche organizzative della Coppa del Mondo per club, prevista per giugno 2025”.

Le comunicazioni della FIFA sulla Juve già qualificata non hanno alcuna incidenza sulla possibile apertura di un contenzioso legale, è corretto?
“Sì. La FIFA in quanto Ente organizzatore del Torneo, prende atto e aggiorna i risultati provenienti dal campo ai fini della progressiva formazione del Ranking e del tabellone delle squadre partecipanti. La giurisdizione e l’eventuale decisione accoglitiva di un ricorso in sede giurisdizionale sono eventi di cui la FIFA dovrà, in ipotesi, limitarsi a prendere atto e dar corso alle conseguenti eventuali modifiche al tabellone delle squadre partecipanti.

Quali probabilità di riuscita ha un ricorso in un contesto così complesso a livello politico? Stiamo parlando del livello più alto al mondo di competizioni per club.
“Il Tribunale giudica in base al diritto. La politica è estranea e tale deve restare. Quanto alle probabilità, il ricorso a mio parere sarebbe fondato, seppur complesso dal profilo giuridico in relazione alla peculiarità della fattispecie”.

A suo avviso come si concluderà la questione? 
“Prima di ipotizzare come si concluderà è necessario verificare se mai avrà inizio. E ciò dipenderà dalle scelte della che la Società interessata, in esito a valutazioni di natura non solo giuridica, atteso il profilo economico non meno rilevante della vicenda”.

Comunque si deciderà di procedere, potrebbe costituire un precedente importante?
“Questa è l’unica certezza. Come si suol dire: sarebbe un caso di scuola”.